Cominciamo innanzitutto con questo secondo remake, la cui uscita è prevista tra due mesi. Il remake trarrà beneficio anche dall’evoluzione dell’universo Sentieriora con più di quindici episodi, per inserire riferimenti e cenni ai giochi successivi nei dialoghi, il tutto senza riscrivere la trama originale. Inoltre, Kondo affronta una delle sfide strutturali del remake: la seconda metà del gioco originale, in cui tutti i mezzi di trasporto del regno si guastano, facendo precipitare i giocatori in un sentimento di disperazione di fronte agli eventi rappresentati. Secondo Kondo, riprodurre fedelmente questa pesantezza sarebbe stato un rischio, ovvero quello di scoraggiare i giocatori moderni abituati a sistemi di movimento più fluidi. In tal modo, trovare l’equilibrio tra questa esperienza viscerale e l’accessibilità contemporanea è stata, secondo Kondo, la parte più laboriosa dello sviluppo.
A livello meccanico, il combattimento open-world guadagna più dinamismo: i nemici ora possono caricare e innescare attacchi diretti in terreno aperto, consentendo combattimenti in tempo reale prima di passare al classico combattimento a turni per sferrare il colpo finale (questa non è una novità, ma Kondo si prende il tempo di menzionarlo). Inoltre, gli avversari di Ouroboros beneficeranno anche di un esclusivo sistema di miglioramento (di cui abbiamo già parlato), che aumenterà la loro velocità e consentirà loro di concatenare abilità di combattimento (potranno persino attivare gli S-Breaks). Di fronte a questo livello di requisiti in alta difficoltà, il nuovo sistema Boost dissiperà tutte le penalità subite, il che lo renderà una meccanica essenziale durante gli scontri con i boss.
Pour la suite: un remake di Trails in the Sky 3rd Chapter o di Trails from Zero?
Poi, nel resto della presentazione, Toshihiro Kondo ha dedicato più tempo a presentare la sua azienda e le sfide che ne derivano per il futuro. Con una forza lavoro totale di meno di 70 persone, lo studio gestisce contemporaneamente cinque team di sviluppo: quello dell’ultimo episodio principale di Trails, quello del remake di Trails in the Sky (la cui forza lavoro si sovrappone in gran parte al primo), il team Sìil team Kyoto Xanadu e un nuovo team il cui progetto rimane segreto fino ad ora. Kondo riconosce un notevole carico di lavoro per il personale, ma lo giustifica con una doppia necessità, ovvero quella di onorare la missione commerciale dell’azienda attorno Sentieri et Sìpreservando allo stesso tempo spazio creativo sufficiente per progetti originali come Kyoto Xanadu. Nella pubblicazione coreana ThisIsGame, per la quale Kondo ha intervistato, il CEO parla di una produzione annuale basata su un gioco con licenza consolidata (Ys o Trails) e di una produzione guidata da un team più giovane. Due opere all’anno quindi, con un’enfasi sulla creatività per una di esse. Almeno questo è l’obiettivo: per il momento l’uomo non è ancora sicuro di avere la struttura necessaria per onorarlo, ma spera di riuscire a mantenere l’impegno a lungo termine nonostante tutto.
Alla domanda sulla possibilità di futuri remake (Trails in the Sky The 3rd o Trails from Zero sono i candidati più discussi internamente), Kondo rimane cauto: “i miei colleghi sviluppatori mi chiedono ogni giorno se dovremmo rifare The 3rd o Trails of Zero. Dobbiamo assolutamente decidere in fretta!“. In ogni caso, il corso degli eventi dipenderà direttamente dal successo commerciale di 2° capitoloil cui rilascio è previsto per il 17 settembre su PC, PS5, Switch e Switch 2.