Una guerra mondiale all’insegna della derisione
Rilasciato alla fine di agosto 2025, Superguerra Mondiale segna il ritorno di Zero Games Studios nel campo della strategia a turni. Lo studio francese, già notato con Hot Lap Racing, propone un gioco allo stesso tempo intelligente e assolutamente insolito, in cui sei capi di stato, uno più pazzo dell’altro, si contendono il posto di Presidente del Mondo. L’idea sembra assurda, ma dietro questa facciata delirante si nasconde un vero e proprio gioco tattico, costruito con cura e una vera padronanza del genere.
La politica non è mai stata così esplosiva, soprattutto quando si gioca a scacchiera.
La storia inizia con la morte del Presidente del Mondo. Il potere è vacante e sei candidati, uno più megalomane dell’altro, si preparano a lottare per vincere. Luigi Capitolino, monarca codardo ma affettuoso, regala ai suoi soldati un “bacio magico”. Xi-Anautoproclamato rivoluzionario, invia le sue truppe kamikaze in nome della libertà. Papa-Uomouna sorta di vigilante mistico, benedice i suoi eserciti, mentre Nonnanonna psicopatica, preferisce risolvere i conflitti con le bombe nucleari. Questo improbabile casting dà il tono a un gioco in cui satira e follia camminano mano nella mano.
Sotto questa valanga di umorismo, Superguerra Mondiale conta su un solido sistema tattico. Le battaglie si svolgono su mappe esagonali dove ogni mossa deve essere anticipata. Meteo, terreno, gestione delle munizioni e imboscate trasformano ogni incontro in un puzzle strategico. La pioggia improvvisa può rallentare un’unità, il terreno mal posizionato può bloccare un attacco e una scelta troppo audace può costare la vittoria. È tutta una questione di anticipazione e capacità di improvvisare di fronte a circostanze impreviste..
Ogni campagna mette in risalto un leader diverso, con la sua personalità, potere e stile di gioco. Queste variazioni garantiscono una buona rigiocabilità e mantengono vivo l’interesse durante le missioni. Il ritmo resta misurato, a volte un po’ lento sulle mappe di grandi dimensioni, ma la diversità delle situazioni evita la stanchezza.
Visivamente, il gioco opta per uno stile cartoon colorato, vicino ad una vignetta satirica. Le animazioni sono esagerate, le esplosioni abbondano e le battute escono con umorismo stridente. Questo tono leggero rende il gioco più accessibile, senza compromettere la leggibilità del campo di battaglia. Anche se alcune ambientazioni sembrano un po’ ripetitive, il risultato rimane coerente con lo spirito del titolo. Il tutorial, interpretato dallo stravagante Lord Princefloyd, introduce le basi in modo fluido e divertente. Funge da guida tanto quanto da narratore, punteggiando le missioni con consigli assurdi ma utili. Questa introduzione contribuisce alla personalità unica del gioco, dove pedagogia e derisione si fondono.
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