TEST Resident Evil Requiem: tra nostalgia ed emozioni (SENZA SPOILER)

Due eroi, due visioni dell’orrore

Con Resident Evil RequiemCapCom decide di tornare alle origini scavando sfacciatamente nei suoi archivi. Da un lato, abbiamo Grazia Ashcroftun analista dell’FBI immerso in un’indagine personale nel cuore di un hotel e centro medico infestato. Dall’altro, a Leon S.Kennedy più esperto che mai, sempre pronto a sferrare calci circolari con la sua famosa cazzuta. Tra azione esplosiva e sopravvivenza metodica, questo nuovo episodio alterna stili, punti di vista ed emozioni, in un’avventura che gioca chiaramente la carta del fanservice… e che la sposa in pieno. Abbiamo finito la bestia, è ora di raccontartelo.

La fisica dei corpi è incredibile!

Per non cambiare concentriamoci sulla parte che ti salta all’occhio, la grafica. RL’esident Evil Requiem colpisce subito per la qualità della sua produzione, soprattutto in ambienti chiusi. Gli stretti corridoi del centro medico, le stanze decrepite illuminate da tremolanti luci al neon o le stanze abbandonate immerse in una luce fioca mostrano un notevole livello di dettaglio. Le texture sono belle, i materiali credibili e il gioco delle ombre contribuisce pienamente a creare un’atmosfera opprimente. Il titolo gira a 60 fotogrammi al secondo, tutto è fluido, anche quando gli scontri si intensificano. Questa fluidità costante rafforza la tensione e permette di apprezzare ogni schizzo di sangue o ogni animazione di zombie con precisione chirurgica.

I modelli dei personaggi beneficiano di una cura particolare. Leone mostra un volto segnato dagli anni, sottilmente dettagliato, mentre Adornare trasmette perfettamente le sue emozioni, tra paura contenuta e fragile determinazione. Le espressioni facciali, le animazioni del corpo e la gestione della luce sui volti rafforzano l’immersione. Le creature, dal canto loro, beneficiano di un design organico e inquietante, con effetti visivi particolarmente riusciti durante le trasformazioni o le mutilazioni. Impatti di proiettili, schizzi e deformazioni dei corpi conferiscono una dimensione viscerale agli scontri. La fisica dei corpi è incredibile!

Resident Evil Requiem 2025 06 08 25 010 0901049686Tuttavia, poiché esiste un piccolo “ma”, man mano che gli ambienti diventano più grandi, la tecnica mostra lievi aggiustamenti. Le texture potrebbero sembrare un po’ meno precise, alcune ambientazioni perdono densità visiva rispetto agli spazi ristretti. Niente che comprometta veramente l’esperienza, ma la differenza si nota dopo la ricchezza delle sequenze indoor. Nonostante ciò, la direzione artistica, drammatica e apocalittica, più che compensa queste piccole deviazioni, con un’atmosfera appiccicosa e opprimente che si adatta perfettamente al DNA della serie. Resident Evil Requiem potrebbe non rivoluzionare la tecnologia, ma sfrutta appieno i suoi strumenti per offrire un’esperienza visiva solida, a volte accattivante.