TEST Persona 3 Reload: un forte ritorno su Switch 2?

Ombre simpatiche, ma non prive di intoppi

Quasi vent’anni dopo aver rivoluzionato il moderno J-RPG, Persona 3 rinascere in una forma tanto elegante quanto intensa. Con Persona 3 Ricarica, Atlus rmette in risalto uno dei suoi titoli più cult, completamente rifatto con il motore di Persona 5una colonna sonora rielaborata e un doppiaggio nuovo di zecca. Il risultato? Un gioco che conserva l’anima oscura e malinconica dell’originale, pur offrendo una piacevole modernità visiva e meccanica. Ma se lo Switch 2 ha le carte in regola per trasformare questo monumento, il porting a volte mostra qualche segno di stanchezza… Parliamone!

Persona 3 Reload rimane riconoscibile, ma non ha più lo stesso aspetto…

Non giriamo intorno al cespuglio, sulla bellezza di Nintendo, Persona 3 Reload perde chiaramente il suo splendore. Laddove il remake aveva brillato su PS5 per i suoi contrasti e la finezza visiva, questa versione ha dovuto sacrificare buona parte della sua brillantezza per reggere il supporto ibrido. Le texture sono più opache, le impostazioni mancano di nitidezza e le ombre si confondono con il minimo movimento della fotocamera. I volti dei personaggi conservano una certa espressività, ma gli ambienti che li circondano appaiono spesso vuoti, quasi sterili. Gli effetti di luce, un tempo ricchi e sfumati, qui diventano aloni sfocati che faticano a rendere giustizia all’atmosfera bluastra così caratteristica del gioco. Risultato? Questa direzione artistica, sebbene così marcata, si ritrova soffocata dalle concessioni tecniche visibili in ogni scatto. Anche i riflessi negli specchi sono scomparsi…

Questo port mostra serie limitazioni, in particolare quando si tratta di mantenere la coerenza grafica in tutte le circostanze. In Tartaroi corridoi sembrano aver perso densità, con nebbia ed effetti particellari semplicemente assenti o sostituiti da texture piatte. La resa complessiva dà un’impressione di morbidezza visiva ; le pareti sembrano ridipinte frettolosamente, i riflessi sono scomparsi e certe animazioni mancano di fluidità. Anche le scene d’intermezzo, pur essendo sempre artisticamente riuscite, soffrono di una leggera sfocatura che lo schermo della console fatica a nascondere. Abbiamo a che fare con un port che tradisce la sua natura compressa, dove ogni scena ricorda che il gioco è lontano dal suo pieno potenziale.

Persona 3 Ricarica le immagini di prova (3)È soprattutto la fluidità che appesantisce la sensazione generale. Bloccarsi a 30fps non è il vero problema, sono le cadute regolari che rendono fastidiosi certi momenti. E per una buona ragione, nella moda Portatile, i rallentamenti si moltiplicano non appena l’azione si intensificadando luogo a sussulti particolarmente sgradevoli. Anche le fasi tranquille, come gli spostamenti all’interno della scuola, soffrono di una pesantezza visiva che spezza il ritmo. Abbiamo la sensazione di mettere le mani su un portage contenuto che potrebbe girare meglio, e senza preoccupazioni! Persona 3 Ricarica rimane riconoscibile, ma non ha più lo stesso aspetto… Un remake fiammeggiante che qui è diventato una versione sbiadita, vittima di un compromesso tecnico troppo visibile per passare inosservato.