REVISIONE CINEMA Masters of the Universe: He-Man rompe la casa cosmica senza chiedere il permesso

Una messa in scena che presuppone il caos organizzato

Forse non lo sai, ma un film I Signori dell’Universo vide la luce e invase i cinema di tutto il mondo tranne… in Francia. E per una buona ragione, con noi devi aspettare la sua disponibilità su una piattaforma di streaming (Primo Video) per guardare questo nuovo lungometraggio. L’abbiamo visto in un cinema in Giappone, quindi cogliamo l’occasione per raccontarvelo. COSÌ ? Bene, per iniziare e per darti un po’ di contesto, Travis Knight prende lo scettro (e la spada) di Padroni dell’Universoadattamento dal vivo dell’universo cult Mattela lungo bloccato tra nostalgia anni ’80 e tentativi di reboot più o meno ispirati. Al suo fianco, un cast che unisce energia grezza e perfettamente assunta di secondo grado. C’è Nicholas Galitzine Il principe AdamoIdris Elba Sig Uomo d’armeCamila Mendes Non aspettaree un’apparizione particolarmente selvaggia di Jared Leto in Scheletro.

Siamo di fronte a un blockbuster che non cerca di nascondersi dietro la sua armatura di plastica.

Knight si diverte con un fantasy colorato, ultra referenziato, quasi infantile nel suo DNA… ma tratta questo universo con sorprendente sincerità. Laddove molti sarebbero scesi nella pura parodia o nel cinismo, il film sceglie una strada più strana, quella di amare il suo materiale originale, pur accettando che a volte rasenta il certamente ridicolo. Fin dai primi minuti il ​​tono è chiaro, siamo di fronte a un blockbuster che non cerca di nascondersi dietro la sua armatura di plastica. Il risultato oscilla tra il piacere regressivo, l’energia sincera e un grande spettacolo un po’ “disordinato”. E contro ogni previsione, la formula funziona molto più spesso di quanto fallisce.


Il regista poi doma il tutto come un direttore d’orchestra un po’ pazzo, ma ispirato. Le sequenze d’azione non cercano mai la leggibilità clinica Meraviglia, né il caos illeggibile di alcuni recenti blockbuster. Qui i combattimenti assomigliano a coreografie volontarie, quasi teatrali, dove ogni personaggio ha la sua firma visiva e il suo momento di gloria. Quando le spade si scontrano o i poteri esplodono, la telecamera rimane il più vicino possibile ai corpi, senza mai perdere questo gusto per il movimento leggibile. Ma a volte il film non sfugge del tutto agli eccessi digitalisoprattutto in certe scene troppo cariche di effetti, dove l’emozione si diluisce in una valanga di pixel un po’ freddi.

Ciò che più colpisce è questa volontà di non prendersi mai troppo sul serio. Una battaglia può diventare grandiosa e poi trasformarsi in una gag assurda nel giro di pochi secondi. Questo squilibrio diventa quasi una firma, a volte brillante, a volte leggermente traballante. La storia di Masters of the Universe non cerca mai di reinventare il fantasy moderno. Il principe Adamo deve diventare Muscolo, Scheletro vuole distruggere tutto, e nel mezzo, Eternia funge da gigantesco parco giochi per le risse! Detto così, niente di rivoluzionario.

I Signori dell'Universo Recensione critica immagini il padrone dell'universo (1)

Tuttavia, il film trova il suo interesse nel modo in cui tratta questa semplicità. Adamo non è un eroe plasmato dalla tragedia, ma un adulto bloccato in una nostalgia permanente, quasi un bambino che si rifiuta di crescere. Questa idea, sorprendentemente moderna, fornisce un sottotesto più intelligente di quanto sembri. La storia va avanti senza eccessiva complessità, ma con energia costante. Si avverte qualche lunghezza nella parte centrale del film, soprattutto nelle fasi espositive o di transizione, dove il ritmo perde un po’ di slancio. Niente di drammatico, ma abbastanza presente da spezzare leggermente lo slancio.

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