1.300 tonnellate di acciaio, alte 14 metri: a Cherbourg stanno prendendo forma i recinti nucleari della futura portaerei France Libre. Un progetto titanico che dovrà essere completato nel 2038, per succedere a Charles de Gaulle.
Si è tenuta una cerimonia di saldatura 25 settembre 2025 nel sito del Gruppo Navale a Cherbourg, segnando l’avvio ufficiale della costruzione delle recinzioni di contenimento per le due caldaie nucleari della futura portaerei France Libre. Quel giorno fu assemblata la prima lamiera. La Direzione Generale degli Armamenti (DGA) ha pubblicato il rapporto il giorno successivo.
Due box da 1.300 tonnellate ciascuno
Ciascuno dei due recinti ospiterà un locale caldaia nucleare K22. Le loro dimensioni danno la misura del sito: 14 metri di altezza, 13 metri di diametro, circa 1.300 tonnellate di stazza. La lavorazione inizia dalla parte più delicata, il fondo, fase che richiede competenze avanzate nella costruzione di caldaie.
Una volta completati, i locali caldaie verranno inseriti in questi recinti, a loro volta installati nello scafo della nave, secondo il principio delle bambole russe già utilizzato per la Charles de Gaulle. Sui sottomarini, lo scafo spesso svolge direttamente questa funzione di contenimento, senza una struttura intermedia: le portaerei hanno bisogno di questo involucro aggiuntivo.
Il design si riduce a TechnicAtomesotto la responsabilità della Commissione per l’energia atomica e le energie alternative, mentre la costruzione avviene presso Naval Group. Una scelta un po’ sorprendente: il sito di Cherbourg è conosciuto soprattutto per i suoi sottomarini.
Philippe Bahurel, direttore del programma, ha sintetizzato l’ambizione industriale del sito: “questo sito rinnoverà quasi tutte le competenze francesi nella progettazione e nella fabbricazione di impianti di propulsione nucleare”.
Un calendario che si estende fino al 2038
Il programma, denominato PANG, ovvero “portaerei di nuova generazione”, è stato lanciato ufficialmente nel 2021 con una prima fase di studi. Nel 2024, la DGA e la CEA hanno ordinato apparecchiature con tempi di produzione lunghi, compresa la propulsione nucleare. La fase di produzione è stata avviata nel dicembre 2025, prima che il nome della nave, France Libre, fosse annunciato dal Presidente della Repubblica nel marzo 2026.
Una dozzina di anni separeranno le prime commesse ai fabbri dall’effettiva messa in funzione dei locali caldaie, ancor prima dell’inizio delle prove in mare. La messa in servizio è prevista per il 2038, anno in cui la Charles de Gaulle, l’unica portaerei a propulsione nucleare in servizio al di fuori degli Stati Uniti, dovrà essere ritirata dal servizio. La Francia libera prenderà quindi il sopravvento.
La futura portaerei avrà una stazza di 78.000 tonnellate, contro le 42.000 tonnellate della Charles de Gaulle, per una identica velocità di viaggio di 27 nodi. I suoi due reattori K22 rappresentano un aumento di potenza rispetto a quelli della Charles de Gaulle: dovranno spingere una nave notevolmente più pesante e allo stesso tempo alimentare catapulte elettromagnetiche, radar di ultima generazione e una serie di apparecchiature elettroniche ad alto consumo energetico.
Questa propulsione nucleare conferisce alla nave un’autonomia quasi illimitata, a differenza di una nave convenzionale dipendente dall’olio combustibile e costretta a fare rifornimento regolarmente.
Il ponte di volo ospiterà sia aerei da combattimento con equipaggio che droni da combattimento, capaci di missioni di ricognizione e attacco senza esporre vite umane. Le catapulte elettromagnetiche sostituiranno i vecchi sistemi a vapore, considerati più delicati e precisi, adatti sia ad aerei pesanti che a droni più leggeri.
TechnicAtome è responsabile della progettazione e della costruzione dei locali caldaie per la propulsione nucleare, ma anche degli strumenti e della formazione associati, nonché del combustibile per i nuclei. La fase di implementazione, che va dal 2026 al 2038, rappresenterà per l’azienda un giro 5 milioni di orario di lavoro, distribuito nei siti di Aix, Cadarache, Saclay, Cherbourg, Nantes-Indret, Saint-Nazaire e Tolone.
Il progetto si avvale dell’esperienza acquisita con le attuali caldaie K15, quelle della Charles de Gaulle e dei sottomarini, che ora dovranno essere adattate alle esigenze specifiche del nuovo programma.