Un mondo che ti fa venire voglia di partire per un’avventura
Dieci anni dopo i primi passi della serie Storie, Capcom torna con Monster Hunter Stories 3: Riflesso contortoE Gioco di ruolo a turni che assume finalmente pienamente la sua identità. Qui non si tratta semplicemente di cacciare mostri, diventiamo dei Rider, capaci di formare legami con le creature chiamate Mostruosamente per esplorare un vasto mondo, combattere e ripristinare gli ecosistemi minacciati. Questa nuova avventura ci proietta nel regno diAzuriaal centro di un conflitto politico ed ecologico in cui mostri, esseri umani e natura si trovano strettamente legati. Dopo ore e ore trascorse in questo universo, è giunto il momento di darvi il nostro verdetto.
Molto affascinante da guardare.
Per iniziare, parliamo della parte visiva. Allora, cosa dà questo? BENE, Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection conferma subito l’identità visiva molto particolare della serie. Qui l’impresa non cerca di competere con il crudo realismo degli episodi principali di Cacciatore di mostri. Il titolo, infatti, al contrario adotta una direzione artistica stilizzata, colorata e volutamente più morbida, quasi vicina a un film d’animazione. I personaggi hanno proporzioni leggermente cartoonesche, le espressioni sono molto leggibili e i mostri mostrano una forte personalità visiva. Questa scelta artistica funziona particolarmente bene, perché preserva il DNA della licenza offrendo allo stesso tempo una lettura chiara dell’azione, sia durante l’esplorazione che durante il combattimento.
Anche gli ambienti beneficiano di un lavoro molto accurato. Le diverse regioni attraversate mostrano ciascuna la propria identità visiva, con tavolozze di colori forti e biomi vari che danno davvero l’impressione di viaggiare attraverso un mondo vivente. Foreste rigogliose, pianure aperte, scogliere frastagliate o villaggi vivaci, ogni area ha le sue texture, vegetazione ed effetti di luce. Il tutto rimane leggibile e piacevole da sfogliare, soprattutto viaggiando sul retro Mostruosamentedove godiamo appieno dei paesaggi che passano sullo schermo. Le creature, vere protagoniste del gioco, beneficiano inoltre di animazioni molto riuscite e di una particolare attenzione ai dettagli dei loro modelli.
Tecnicamente, questa produzione è generalmente solidaanche se riteniamo che il motore preferisca la stabilità alla pura dimostrazione tecnica. Le texture rimangono pulite, gli effetti visivi durante gli attacchi speciali sono particolarmente spettacolari e gli assalti beneficiano di una messa in scena dinamica che rafforza l’intensità degli scontri. Non tutto è impeccabile, tuttavia, alcuni luoghi appaiono visivamente un po’ più semplici e alcuni elementi decorativi potrebbero mancare di finezza quando ci avviciniamo ad essi. Niente di veramente fastidioso comunque, perché il tutto resta coerente e soprattutto molto bello da vedere, il che corrisponde perfettamente allo spirito di Storie di cacciatori di mostri.