Colori nei tuoi occhi, finché non sbatti le palpebre
Ebbene… Non dobbiamo aver paura delle parole, ma è difficile adattarsi Denshattack! in un’unica scatola come da titoloSottocodificatori rifiuta di seguire i soliti binari. In questo Giappone post-apocalittico dove le città sono collegate da un’immensa rete ferroviaria, noi incarniamo Emiuna semplice ragazza che consegna ramen che scopre il mondo di Denshattackerspiloti capaci di eseguire acrobazie, salti improbabili e figure acrobatiche… con un treno. Dietro questo concetto del tutto assurdo si nasconde un gioco d’azione nervoso, pieno di personalità, che prende in prestito tanto dai giochi di skateboard quanto dai giochi di ritmo, senza mai perdere la propria identità. Abbiamo concluso questa esperienza un po’ speciale, è giunto il momento di raccontarvela!
Denshattack! è una vera e propria dichiarazione d’amore alle produzioni giapponesi degli anni del Dreamcast.
Per cominciare, visivamente parlando, Denshattack! è una vera e propria dichiarazione d’amore alle produzioni giapponesi degli anni del Dreamcast. È impossibile non pensare a Jet Set Radio, Crazy Taxi o addirittura Persona di fronte a questa esplosione permanente di colori, cell-shading ed effetti visivi. Ogni ambiente è ricco di dettagli, i menu trasudano stile e i filmati in stile anime rafforzano ulteriormente l’identità del titolo. Anche i personaggi secondari beneficiano di un design immediatamente riconoscibile che ti fa venire voglia di scoprire ogni nuova regione.
Questa ricchezza artistica ha però un piccolo rovescio della medaglia. Poiché l’azione si svolge costantemente a una velocità vertiginosa, raramente abbiamo il tempo di ammirare lo scenario. Il nostro sguardo resta concentrato quasi esclusivamente sugli indicatori di traiettoria, sugli skidometro o sugli ostacoli imminenti. Alcune indicazioni visive finiscono addirittura per confondersi in questo festival di effetti, costringendoti a volte a imparare a memoria i livelli. Un leggero difetto che non mette mai in discussione la qualità della direzione artistica, assolutamente notevole per una produzione indipendente.