Il Rover Perseverance scatta incredibili selfie mentre esplora l’antico bordo occidentale di Marte

Il rover Perseverance della NASA ha inviato un altro autoritratto da Marte (il sesto), catturato nel punto più lontano a ovest che la missione abbia mai raggiunto. La straordinaria immagine composita mostra il rover appollaiato su un terreno accidentato oltre il bordo del cratere Jezero, offrendo sia una pietra miliare visiva che un contesto scientifico critico per la sua continua esplorazione.

perseveranza panoramica
Perseverance ha catturato questo panorama a colori migliorati di un’area soprannominata “Arbot” il 5 aprile (Credito: NASA/JPL-Caltech/ASU/MSSS)

Il selfie è stato assemblato da 61 immagini scattate l’11 marzo (o Sol 1.797 della missione) nel corso di un’ora utilizzando la cam WATSON (Wide Angle Topographic Sensor for Operations and eNgineering) montata sulla punta del braccio robotico di Perseverance. L’immagine risultante mostra il rover che fissa uno sperone roccioso soprannominato “Arathusa”, che il rover aveva appena abraso con il trapano per esporre la roccia fresca sottostante.

Il luogo, soprannominato “Lac de Charmes” dal team scientifico, si trova sul bordo occidentale del cratere Jezero, una regione che i ricercatori chiamano Frontiera occidentale di Marte. Ciò segna la spinta più profonda di Perseverance verso ovest dallo sbarco nel febbraio 2021, come parte della sua quinta campagna scientifica, ovvero la Northern Rim Campaign. Il terreno qui è impegnativo, caratterizzato da massi delle dimensioni di un grattacielo e antiche formazioni geologiche che potrebbero contenere indizi sul fatto che Marte un tempo ospitasse la vita.
selfie del rover
Il rover ha impiegato circa un’ora per scattare tutte le immagini necessarie per realizzare questo selfie. (Credito: NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Katie Stack Morgan, scienziata del progetto Perseverance presso il JPL della NASA, ha dichiarato: “Abbiamo scattato questa immagine quando il rover si trovava nel ‘selvaggio West’ oltre il bordo del cratere Jezero, il punto più a ovest in cui siamo stati da quando siamo atterrati a Jezero poco più di cinque anni fa.”

Il bordo occidentale è particolarmente interessante perché espone alcune delle rocce più antiche del sistema di crateri, risalenti potenzialmente a quando Marte aveva ancora laghi e forse condizioni adatte alla presenza di organismi microbici.

I selfie dei rover non sono solo uno spettacolo: servono a scopi ingegneristici e scientifici essenziali. Gli ingegneri li usano per valutare l’usura delle ruote del rover, braccio roboticoe altri componenti dopo anni di viaggi difficili. Gli scienziati si affidano anche al contesto panoramico fornito da queste immagini per pianificare i viaggi futuri e identificare interessanti obiettivi rocciosi per la perforazione e il campionamento. Perseverance sta attualmente raccogliendo campioni di carote/rocce che la NASA spera di riportare sulla Terra negli anni ’30 attraverso la missione Mars Sample Return.

Il rover si sta ora avvicinando all’equivalente di una maratona percorsa su Marte, avendo percorso oltre 28 chilometri dall’atterraggio. Non male per un velivolo con una durata della missione primaria originale di un anno marziano (687 giorni terrestri).