Il Pentagono conferma che le armi spaziali segrete stanno già orbitando attorno alla Terra

Troy Meink tiene un discorso programmatico durante la Air, Space and Cyber ​​Conference del 2026 – Immagine: USAF/Heemsoth

Finora, i funzionari della difesa americana hanno attentamente aggirato la questione dell’hardware militare in orbita, inquadrando l’attività militare spaziale in termini di ricognizione passiva, protezione satellitare e resilienza difensiva. Questa settimana, tuttavia, il segretario dell’aeronautica militare Troy Meink ha riconosciuto che oggi gli Stati Uniti hanno armi di controllo spaziale attive che operano in orbita.

Intervenendo alla Air, Space & Cyber ​​Conference dell’Air & Space Forces Association nel Maryland, Meink ha rivelato che la US Space Force ha dispiegato armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere la Forza congiunta da azioni avversarie ostili. In seguito, pressato dai giornalisti sul fatto che l’ammissione fosse un lapsus, Meink ha chiarito che la frase era intenzionale e controllata.

Sebbene Meink abbia rifiutato di approfondire i meccanismi specifici dell’hardware orbitante (vale a dire, si tratta di proiettili cinetici, energia diretta o disturbi elettronici?), ha sottolineato che rivelare la loro esistenza rafforza la deterrenza senza compromettere la segretezza operativa.

Il segretario dell'Aeronautica Militare Troy Meink riconosce che gli Stati Uniti hanno già dispiegato armi spaziali attive
Meink riconosce che gli Stati Uniti hanno già dispiegato armi spaziali attive – Immagine: USAF/Morataya

Rivolgendosi ai leader della difesa, Meink ha delineato una visione per un’aeronautica radicalmente trasformata in grado di superare le minacce basate sull’intelligenza artificiale in rapido progresso e le armi autonome messe in campo dai principali rivali, che include una potenza di combattimento accessibile e scalabile. L’Air Force intende mettere in campo migliaia di sistemi di attacco unidirezionali autonomi per operatori speciali e incorporare almeno 500 Collaborative Combat Aircraft (CCA) accanto a caccia con equipaggio entro il 2032. Per colmare il divario, il Pentagono sta anche introducendo Mass Modular Aircraft (MMA), macchine a basso costo e attrattibili progettate per fornire capacità di attacco a lungo raggio a una frazione del prezzo dei convenzionali caccia stealth di quinta generazione.

Naturalmente l’annuncio non può essere isolato dalle tensioni geopolitiche con Cina e Russia. L’intelligence statunitense ha ripetutamente avvertito negli ultimi dieci anni che sia Mosca che Pechino hanno reso operative capacità anti-satellitari, sistemi di minaccia coorbitali e laser controspaziali ad alta potenza volti a neutralizzare le risorse orbitali americane. Confermando la presenza delle armi spaziali statunitensi, Washington sta inviando il messaggio che lo spazio non è più solo un ambito di supporto per il combattimento terrestre, ma un dominio di guerra attivo.

Le armi orbitali fanno anche parte di altre iniziative di difesa nazionale, inclusa l’architettura di difesa missilistica Golden Dome. In questo quadro, la Space Force sta accelerando programmi come Intercettori spazialipassando dall’ideazione all’hardware pronto per il volo in meno di un anno (con capacità di destinazione previste per il 2028), oltre ad espandere la costellazione di indicazioni di bersagli in movimento aereo basati sullo spazio per monitorare le minacce aeree dallo spazio.