Il periodo di tolleranza di Microsoft nei confronti di Xbox è effettivamente terminato. Nemmeno 48 ore dopo l’intervento di Satya Nadella che ha spiegato che il marchio Xbox ora dovrebbe essere redditizio, un rapporto di Bloomberg afferma che diversi studi interni a Microsoft sono ora minacciati di chiusura definitiva. Tra questi troviamo nomi di studi tutt’altro che aneddotici: Compulsion Games, Double Fine, Arkane Studios e persino Ninja Theory. Secondo le informazioni di Jason Schreier, questi diversi team sono attualmente in trattative con Microsoft nella speranza di evitare la loro scomparsa. Sarebbe addirittura allo studio una soluzione piuttosto particolare, ovvero consentire ad alcuni studi di diventare nuovamente indipendenti separandosi dal gruppo Xbox. Una via d’uscita che potrebbe salvare le strutture stesse, ma che non garantirebbe la conservazione di tutti i posti di lavoro. Sempre secondo Bloomberg, diversi dipendenti sono già stati informati della situazione e hanno ricevuto l’autorizzazione a cercare una nuova occupazione in attesa che venga deciso definitivamente il loro futuro.
Ciò che rende questa situazione particolarmente scioccante è il profilo degli studi interessati. Compulsion Games ha appena pubblicato South of Midnight, uno dei progetti più evidenziati e apprezzati da Xbox negli ultimi anni. Double Fine rimane uno degli studi più rispettati del settore grazie al lavoro di Tim Schafer e a licenze come Psychonauts. Per quanto riguarda Ninja Theory, rimane associato a Hellblade, uno dei franchise più prestigiosi del catalogo Xbox. Tre studi riconosciuti per la loro creatività e regolarmente elogiati dalla critica, ma le cui produzioni non sono mai riuscite a diventare delle vere e proprie potenze commerciali. Questo è proprio quello che sembra essere il problema oggi. Dal suo arrivo alla guida di Xbox lo scorso febbraio, Asha Sharma ha avviato una profonda riorganizzazione della divisione giochi di Microsoft. In una nota interna recentemente diffusa, il manager ha parlato di un’attività in perdita di slancio, con ricavi in calo e una redditività diventata insufficiente. Il suo obiettivo ora sarebbe quello di concentrare gli investimenti sui franchising più popolari e redditizi per rilanciare la crescita. In altre parole, gli studi capaci di produrre successi critici ma non necessariamente commerciali si trovano oggi in una posizione estremamente fragile.
L’esempio della Ninja Theory riassume perfettamente la confusione che attualmente circonda la strategia di Microsoft. Durante l’Xbox Games Showcase organizzato proprio pochi giorni fa, lo studio ha presentato Senua, un nuovo gioco legato all’universo di Hellblade (non è Hellblade 3). Tuttavia, secondo diverse fonti riportate da Bloomberg e The Verge, il team sta ora cercando attivamente una soluzione per lasciare Xbox e riconquistare la propria indipendenza prima che venga decisa una possibile chiusura. È difficile non vedere una forma di contraddizione tra il discorso pubblico molto offensivo mostrato durante le conferenze e la realtà delle discussioni che si svolgono dietro le quinte. E il caso di Ninja Theory potrebbe essere tutt’altro che isolato. Bloomberg indica che anche molti altri studi nel portfolio Xbox si trovano in una situazione precaria. Non sono stati fatti ufficialmente altri nomi, ma alcune voci includono Arkane, anche se al momento non c’è nulla di confermato.
Questa nuova ondata di incertezze arriva in un contesto già estremamente teso per il ramo gaming di Microsoft. Da diversi anni l’azienda sta effettuando una ristrutturazione nonostante investimenti colossali. L’acquisizione di Bethesda nel 2021 e poi quella di Activision Blizzard per quasi 69 miliardi di dollari nel 2023 dovrebbero consentire a Xbox di cambiare dimensione. Tuttavia, nonostante l’arrivo di numerose licenze importanti nel suo catalogo, i risultati finanziari non sembrano seguire le ambizioni mostrate. Di conseguenza, molti stanno iniziando a mettere in dubbio la coerenza complessiva di questa strategia. Microsoft ha trascorso anni ad acquistare studi cinematografici per espandere la propria offerta e potenziare Game Pass. Oggi, al contrario, la società sembra voler ridimensionarsi puntando su una manciata di franchising in grado di generare ricavi massicci. Un approccio che potrebbe avvantaggiare licenze come Call of Duty, Minecraft o addirittura Fallout, ma che lascia molto meno spazio a progetti più originali o esperienze narrative a medio budget.
Questa situazione ravviva anche il dibattito attorno alla passata gestione del ramo Xbox. Alcuni puntano il dito contro Phil Spencer e Sarah Bond, che in precedenza guidavano la divisione. Altri sottolineano che le principali direzioni strategiche non dipendono mai solo dai manager di Xbox, ma anche dal management generale di Microsoft. In ogni caso, le difficoltà attuali sembrano essere il risultato di diversi anni di massicci investimenti, di successivi cambiamenti di strategia e di obiettivi talvolta contraddittori. E poi, come se ciò non bastasse, anche Craig Duncan, capo di Xbox Game Studios per soli 18 mesi, ha lasciato recentemente il suo incarico. In attesa della nomina di un successore, gli studi riferiranno direttamente a Matt Booty, attuale capo dei contenuti di gioco presso Microsoft. Un nuovo cambio di governance che illustra l’attuale instabilità dell’organizzazione. Perché sì, il massacro è lungi dall’essere finito…