Primo tocco!
L’aria è pesante in questa stanza chiusa del GamescomSaturi di rumore metallico, echi di sciabole e grida smorzate. Sullo schermo di fronte a noi, un guerriero Samurai avanza in un vicolo in rovina, la sua mano tesa sulla manopola della sua arma. Un respiro breve, una tensione palpabile e improvvisamente la creatura sgorga – deforma, incubo, come se Capcom aveva strappato un frammento di oscurità per materializzarlo. Qui è dove prendiamo il controller: Onimusha: Way of the Sword Ci affida il destino di questo eroe e la nostalgia si mescola con pura adrenalina.
Onimusha: Way of the Sword non cerca di essere un clone di azione anime o frenetico, afferma la propria identità
Difficile non ripensare le origini della saga. Onimusha: Way of the Sword è stato a lungo questo legame tra il Horror di sopravvivenza Epico giapponese e Sabre, una miscela che ha segnato il suo tempo. Quindici anni dopo, il silenzio aveva quasi seppellito la sua eredità, mentre altre licenze di Capcom ha continuato ad evolversi. Per trovare oggi questo universo ha quindi qualcosa di speciale: non è solo una questione di scoprire un nuovo episodio, ma di riconnettersi con un’atmosfera mancante.
La demo ci ha immediatamente immerso in questa fragranza così singolare. L’arredamento, un villaggio in rovina spazzato dalla pioggia, ha gettato le basi: tutto respira la decrepitudine, le torce vacillate, le porte scorrevoli, le statue sembrano pronte a prendere vita. L’ambiente non ha bisogno di dialoghi lunghi per raccontare una storia, basta esplorarla per sentire il peso della corruzione. E quando sorge il primo nemico, si deforma e violento, il controller trasmette la sua aggressività per noi con una vibrazione secca, come avvertimento.
Ogni scontro conta. Non c’è dubbio di incatenare le combo sgargianti alla maniera di a Devil May Cry. Qui, i colpi hanno peso, i Dodges richiedono anticipazione e ogni sfilata di successo innesca la soddisfazione immediata. I combattimenti di Onimusha 5 sono lenti e veloci allo stesso tempo, metodici ma mai congelati, impegnativi piuttosto che una frenesia cieca. La sciabola non si accontenta di decidere: si impone, colpisce, è piantato con un’intensità palpabile. Questa sensazione culmina quando dopo uno scontro, l’essenza della creatura sconfitta si alza in rotoli di luce per essere assorbiti dal guanto dell’eroe. Questo gesto iconico, sia familiare che rivisitato, agisce come una Madeleine de Proust per ex giocatori e una forte firma per i nuovi. Capcom Non ha dimenticato ciò che ha fatto battere il cuore della serie.
(tagstotranslate) Onimusha 5