Il bagliore, misurato a M5.7, si trova al di sotto delle rare eruzioni di classe X che producono le esplosioni più intense del Sole, ma è stato comunque abbastanza intenso da interrompere il traffico radio ad alta frequenza sull’Atlantico e su parti dell’Africa orientale.
Ora che i blackout radiofonici sono in gran parte passati, la gente sta rivolgendo la propria attenzione al prossimo CME. Si prevede che l’espulsione, che corre qui a circa 400 miglia al secondo, sfiorerà l’atmosfera questa settimana, forse già stasera (martedì), il che potrebbe essere sufficiente per illuminare l’attività aurorale se la geometria si allinea. Sia il Centro di previsione meteorologica spaziale della NOAA che il Met Office del Regno Unito vedono la possibilità di un impatto superficiale piuttosto che di un colpo diretto, il che significa che il risultato più probabile è un modesto disturbo geomagnetico piuttosto che una grande tempesta.

Tuttavia, la modestia può essere sufficiente per gli skywatcher. I cieli sereni nel nord della Scozia (così come in località a latitudini geomagnetiche simili) potrebbero rivelare l’aurora se la CME rafforzasse l’ovale aurorale, e anche gli spettatori statunitensi negli stati settentrionali potrebbero dare un’occhiata se le condizioni migliorassero. Ricorda: l’aurora boreale non è causata dal brillamento in sé ma da materiale solare carico che si scontra con il campo magnetico terrestre e scarica energia negli atomi in alto nell’atmosfera, che poi brillano di verde, rosso e occasionalmente blu.
Se questo evento suona familiare, due anni fa, il 10 maggio 2024, la Terra ha vissuto la sua prima tempesta G5 estrema in più di due decenni, con aurore che si sono riversate ben oltre la loro portata abituale. Più recentemente, il Sole ha scagliato quattro tempeste di classe X verso la Terra, causando diffuse interruzioni del GPS e delle comunicazioni.